Regensburg
Oggi vi portiamo a spasso con noi per Ratisbona (o Regensburg, come la chiamano qui in Germania), una città che ci ha letteralmente rubato il cuore. È un piccolo gioiello della Baviera dove la storia si respira in ogni angolo, ma con quell'atmosfera vibrante e giovane che ti fa venire voglia di non andartene più.
Un tuffo nel Medioevo (rimasto intatto!)
La prima cosa che ci ha colpiti camminando per il centro storico è che sembra di stare in un film d'epoca. Ratisbona è una delle pochissime grandi città tedesche a non essere stata bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale. Per noi, passeggiare tra i vicoli colorati del centro — patrimonio dell'umanità UNESCO — è come fare un viaggio nel tempo. Ci perdiamo volentieri tra le sue torri patrizie (che i ricchi mercanti costruivano per fare a gara a chi fosse più potente) e i cortili nascosti.
I nostri luoghi del cuore
Il Duomo di San Pietro (Dom St. Peter): Le sue guglie gotiche si vedono praticamente da ovunque. Quando entro, resto sempre incantata dalle vetrate medievali; la luce che filtra crea un'atmosfera quasi magica.
Il Ponte di Pietra (Steinerne Brücke): È un capolavoro di ingegneria del XII secolo. Adoro mettermi a metà del ponte, sentire il vento e guardare il Danubio che scorre sotto i piedi. Da qui la vista sulla città vecchia è da cartolina.
Theater Regensburg (Bismarckplatz)

Un teatro meraviglioso ferito da una regia orrenda e irrispettosa
Il Theater Regensburg (nella sua sede storica a Bismarckplatz) è un autentico gioiello architettonico. Come si può ammirare chiaramente nella foto, la sala si presenta con un'eleganza classica d'altri tempi, con i suoi palchetti disposti su più ordini, raffinate decorazioni dorate e un'atmosfera solenne che sprizza storia da ogni angolo. È il luogo ideale dove ci si aspetterebbe di vivere la magia della grande opera lirica. Proprio per questo, lo shock visivo e culturale è stato enorme non appena si è aperto il sipario sabato 20 giugno per la prima del Rigoletto di Giuseppe Verdi.
Ho assistito a uno stravolgimento totale e inaccettabile dell'opera. La scenografia e l'ambientazione moderna erano semplicemente orrende: i personaggi originari sono stati sostituiti da malavitosi che, dato il contesto, potevano essere scambiati per mafiosi. La scena di Sparafucile è stata ambientata in una discarica colma di sacchi d'immondizia, Rigoletto era conciato da hippy e Gilda indossava un pigiama.
L'unica nota positiva della serata è stata l'eccellente performance dei cantanti e dell'orchestra, guidati da un bravissimo Maestro. Tuttavia, anche il momento degli applausi finali è stato rovinato: insieme al direttore sono salite sul palco tre persone (presumibilmente regista e scenografi) vestite in modo del tutto irrispettoso per il pubblico e per la solennità del luogo, come se stessero andando a fare una gita in spiaggia, uno dei quali addirittura in calzoncini corti.
Purtroppo, questa tendenza a deturpare i capolavori sta diventando un'abitudine diffusa (è successo anche a Lipsia con una La Traviata ridotta a una sola sedia e una Norma ambientata in un ufficio con tanto di scatole di cartone per il licenziamento). Se questi pseudo-registi hanno il desiderio di fare di testa propria, farebbero meglio a scriversi le proprie opere ex novo, anziché umiliare i capolavori immortali di Verdi o Rossini. Una totale mancanza di rispetto verso gli autori, la lirica e il pubblico pagante.













