Danimarca
In rotta verso il Nord: la traversata da Frederikshavn a Göteborg (Estate 2010)
Ci sono viaggi che rimangono impressi non solo nella memoria, ma anche negli occhi, per la particolarità dei paesaggi e per la bellezza di condividerli con le persone che ami. Era l’estate del 2010 quando, insieme a mia moglie Eugenia e alle nostre figlie Eleonora e Silvia, abbiamo intrapreso una straordinaria avventura diretta a Stoccolma, pianificata tappa dopo tappa.
Una delle tappe più suggestive di quell'itinerario è stata senza dubbio la traversata in traghetto che ci ha portati dalla Danimarca alla Svezia, imbarcandoci dal porto di Frederikshavn con destinazione Göteborg, prima di proseguire il nostro viaggio in treno verso la capitale svedese.
L'addio alla Danimarca
Ricordo ancora l'emozione della partenza sul grande traghetto della Stena Line (la Stena Saga, con la sua vistosa scritta rossa sulla fiancata "Gøy på vannet!" – divertimento sull'acqua). Lasciando il porto di Frederikshavn, mentre la costa danese si allontanava lentamente fino a diventare una linea sottile all'orizzonte, abbiamo salutato il caratteristico piccolo faro rosso che presidia l'imboccatura del porto, stagliato contro un cielo azzurro e limpido.
Dalla poppa della nave, osservare la lunga, bianchissima scia schiumosa prodotta dai motori tagliare l'acqua calma del Kattegat è stato uno di quei momenti di puro relax che solo la navigazione sa regalare.
L'ingresso nell'arcipelago svedese
Man mano che ci avvicinavamo alla costa svedese, il paesaggio è cambiato completamente, svelando la magia tipica del Nord. Davanti a noi è apparso lo spettacolare arcipelago di Göteborg: una distesa di piccoli isolotti rocciosi levigati dal vento e dai ghiacci (i famosi skärgården).
Tra questi canali naturali, spicca l'indimenticabile faro di Gråen (o la caratteristica lanterna rossa e bianca poco distante), con la tipica casa di legno dipinta nel classico rosso svedese (Falu rödfärg), abbarbicata su uno scoglio piatto in mezzo al mare. Un avamposto di solitudine e bellezza che sembra uscito da una cartolina d'altri tempi. Poco più avanti, le moderne pale eoliche disposte lungo la costa svelavano l'anima ecologica e tecnologica di questo paese.
Un incontro speciale per un vecchio marinaio
Avvicinandoci alla banchina di Göteborg, lo sguardo è caduto sui monumentali edifici in mattoni rossi con i tetti in rame verde tipici del porto storico. Ma per me, che ho vissuto e lavorato in mare per quarant'anni – di cui trenta trascorsi a bordo dei rimorchiatori di salvataggio – il momento più emozionante e nostalgico è stato un altro.
Proprio lì, ormeggiato vicino alla costa rocciosa, ho visto lo Svitzer Oden, un moderno e potente rimorchiatore svedese con base a Lysekil. Per chi ha fatto il mio mestiere, vedere un rimorchiatore in un porto straniero non è mai una semplice visione di passaggio: è un richiamo istantaneo a una vita di manovre, di mare forza nove, di cavi d'acciaio e di solidarietà marinara. Non ho potuto fare a meno di fotografarlo, sentendomi per un attimo "a casa" anche a migliaia di chilometri da dove lavoravo di solito.
Verso Stoccolma
Una volta sbarcati a Göteborg, carichi di meraviglia e con gli occhi pieni di mare, ci attendeva la fase successiva del nostro viaggio di famiglia: la stazione ferroviaria. Da lì, un comodo e moderno treno svedese ci avrebbe condotti attraverso foreste di pini e laghi scintillanti fino a Stoccolma.
Ma quella traversata sul Kattegat, condivisa con Eugenia, Eleonora e Silvia, rimarrà per sempre uno dei ricordi più luminosi di quella nostra estate scandinava.
Danimarca: Tra il Design di Copenaghen e i Giganti di Esbjerg
Se dovessi dare un colore a questo viaggio, sarebbe il blu profondo del Mare del Nord mescolato ai toni pastello di Nyhavn. In Danimarca io e mia moglie Eugenia abbiamo imparato che il vento non è un ostacolo, ma un compagno di viaggio che ti spinge verso nuove scoperte.
Copenaghen: Una favola per due
Copenaghen ci ha accolto con il suo ritmo lento e ordinato. Girarla in bicicletta, fianco a fianco, ci ha fatto sentire parte integrante di questa capitale così vivibile e romantica:
L'Incanto di Amalienborg
Il cuore del nostro racconto non può che partire da Amalienborg. Arrivare nella grande piazza ottagonale è stato come fare un salto indietro nel tempo. Mentre le guardie reali marciavano con i loro colbacchi di pelliccia, io ed Eugenia ci siamo sentiti parte di una fiaba moderna.
Nyhavn: Passeggiare lungo il canale tra le barche storiche e le facciate colorate è stato come camminare dentro una cartolina vivente.
La Sirenetta: Un piccolo omaggio alla fiaba di Andersen, un momento di quiete prima di perderci tra le strade del design danese.
Tivoli Gardens: Un mix magico di giostre d'altri tempi e luci soffuse, dove ci siamo concessi il lusso di tornare un po' bambini, avvolti dall'atmosfera serale del parco.
Christiansborg: Il Castello del Potere e della Storia
Non potevamo lasciare Copenaghen senza visitare l’imponente Palazzo di Christiansborg, situato sull'isoletta di Slotsholmen. Entrare qui è stato come attraversare i secoli. Abbiamo camminato tra le Sale di Rappresentanza Reale, dove i lampadari di cristallo e i giganteschi arazzi moderni della Regina (che raccontano mille anni di storia danese) ci hanno lasciato senza parole.
Ma la vera sorpresa è stata salire sulla Torre di Christiansborg. Da lassù, il panorama sulla città è mozzafiato: i tetti verdi di rame, le guglie che bucano il cielo e, in lontananza, il ponte che unisce la Danimarca alla Svezia. Io ed Eugenia siamo rimasti lì, in silenzio, a guardare Copenaghen dall'alto, sentendoci piccoli davanti a tanta grandezza, ma immensamente grati per quel momento tutto nostro.
Il Fascino Senza Tempo delle Scuderie Reali
Un altro capitolo indimenticabile della nostra visita a Christiansborg è stato l’ingresso alle Scuderie Reali. Appena varcata la soglia, siamo stati avvolti da un’atmosfera magica e solenne. Camminare tra le antiche poste in marmo, perfettamente conservate, ci ha fatto sentire ospiti di un’epoca lontana.
Il momento più emozionante? Vedere da vicino i famosi cavalli bianchi (Kladruber). Con la loro eleganza composta, sembrano quasi consapevoli del loro ruolo istituzionale. Io ed Eugenia ci siamo soffermati ad ammirare la Carrozza d’Oro, un capolavoro di artigianato ricoperto di foglia d’oro a 24 carati, immaginandola sfilare per le strade di Copenaghen durante le grandi celebrazioni.
Non è stato solo un tour museale, ma un’esperienza sensoriale: l’odore del cuoio delle bardature, il luccichio delle divise storiche e la quiete del cortile dove i cavalli si muovono fieri. È stato un piccolo privilegio assistere a questo pezzo di vita reale che, ancora oggi, batte nel cuore della Danimarca moderna.
Ma la vera sorpresa è stata salire sulla Torre di Christiansborg. Da lassù, il panorama sulla città è mozzafiato: i tetti verdi di rame, le guglie che bucano il cielo e, in lontananza, il ponte che unisce la Danimarca alla Svezia. Io ed Eugenia siamo rimasti lì, in silenzio, a guardare Copenaghen dall'alto, sentendoci piccoli davanti a tanta grandezza, ma immensamente grati per quel momento tutto nostro.
Frederiksberg: Il Giardino del Re e lo Sguardo sulla Città
La nostra passeggiata ci ha portato poi a Frederiksberg, un angolo di pace dove il verde dei parchi si fonde con la storia. Appena arrivati ai giardini (Frederiksberg Have), siamo stati accolti dalla statua di Federico VI, che sembra ancora vigilare con eleganza sul suo parco preferito. Camminare tra quei sentieri, circondati da alberi secolari e canali dove scivolano i cigni, è stato uno dei momenti più rilassanti per me ed Eugenia.
Alzando lo sguardo, abbiamo visto svettare la celebre Torre dello Zoo (la Zootårnet). Con la sua struttura scura in legno che ricorda un po' la Tour Eiffel in miniatura e la bandiera danese che sventola in cima, è un punto di riferimento inconfondibile.
È stato bello perdersi in questo quartiere, tra le famiglie che fanno picnic e l'atmosfera autentica di una Copenaghen che ama vivere all'aria aperta. Un pezzetto di viaggio che ci ha fatto sentire meno turisti e più parte della vita quotidiana di questa splendida capitale.
Rosenborg e i Tesori della Corona
Il nostro viaggio è continuato verso l'incanto di Rosenborg, un castello che sembra uscito da un mazzo di carte illustrate. Passeggiare per i Kongens Have (i Giardini del Re) è stato come immergersi in un'oasi di pace nel cuore della città.
Ma la vera meraviglia ci aspettava nei sotterranei: vedere insieme ad Eugenia i Gioielli della Corona è stato un momento magico. Il luccichio dei diamanti, le corone d'oro e gli scettri raccontano una storia di regalità che toglie il fiato. È incredibile pensare che quegli stessi tesori vengano usati ancora oggi nelle grandi occasioni!
Esbjerg: Al cospetto dei Giganti
Spostandoci verso ovest siamo arrivati a Esbjerg, la porta sul mare. Qui l'atmosfera cambia: lo spazio diventa immenso e il respiro del mare si fa più forte. Il ricordo più nitido per me ed Eugenia rimane l'incontro con "L'Uomo incontra il Mare" (Mennesket ved Havet). Queste quattro enormi sculture bianche che scrutano l'orizzonte in silenzio ci hanno fatto sentire piccoli e, allo stesso tempo, profondamente connessi alla grandiosità della natura. Restare lì, a guardare il mare insieme sotto lo sguardo di quei giganti, è stata un'emozione che ancora oggi ricordiamo con estrema pace.
In Danimarca abbiamo scoperto la vera essenza dello stare bene: una corsa al vento, una casa accogliente scambiata con il sorriso e la libertà di esplorare, noi due soli, senza fretta.












































































































































































































































































