Galway

Luglio 2007: La nostra estate irlandese

C’è un’aria particolare che soffia dal mare a Galway, un misto di sale, musica che esce dai pub di Quay Street e quella pioggerellina sottile che gli irlandesi chiamano "liquid sunshine". Siamo nel luglio del 2007 e, guardando Eugenia, capisco che abbiamo scelto il posto giusto. Non è la solita vacanza al caldo, è un’avventura vera, tutta nostra.

Mi guardo intorno e vedo Eleonora e Silvia: i loro sorrisi sono la bussola di questo viaggio. Ricordo ancora lo stupore nei loro occhi quando siamo scesi nelle profondità delle Glengowla Mines. Muniti di caschetto, siamo passati dal verde smeraldo dei prati al cuore della terra, tra storie di minatori e la magia della ricerca dell'oro e dei cristalli. È stato incredibile vedere come quel mondo sotterraneo le abbia affascinate, rendendo la nostra giornata nel Connemara ancora più speciale.


 

Abbiamo esplorato laghi immobili e lasciato che le pecore dettassero il ritmo del traffico, sentendoci piccoli piccoli davanti all'immensità delle Scogliere di Moher. Ricorderò sempre le nostre serate a Galway: il rumore dei passi sulle pietre bagnate, il calore della gente del posto e quella sensazione di pace, sapendo che siamo noi quattro, insieme, in questo angolo di mondo così selvaggio e poetico.

 

 


Lungo la strada, ci siamo imbattuti in un guardiano silenzioso: la maestosa statua di Conn, il "Figlio del Mare". Leggendo la targa "This is Connemara", abbiamo scoperto il legame mitologico tra questo gigante e la terra che stavamo calpestando. Ma ciò che ci ha fatto sorridere di più è stato il tipico spirito arguto irlandese: la targa dichiarava con orgoglio che l'opera era stata realizzata da un negozio di artigianato locale nel 1999 "senza alcuna ragione apparente".

 

 


Vederla svettare nel cuore del centro, con la sua architettura austera e il fascino medievale, ci ha regalato un momento di grande calma. Per me, Eugenia e le ragazze è stato un tuffo indietro nel tempo, tra le tracce di mercanti, esploratori e la vita quotidiana di una Galway antica che, ancora oggi, sembra custode di infiniti segreti.


È un luogo dove il tempo sembra scorrere in modo diverso. Da una parte, le acque veloci del fiume Corrib che si tuffano nell’Atlantico, dall'altra le celebri case colorate del Long Walk che si specchiano pigre nel bacino del porto. Mi sono fermato un istante a guardare le navi ormeggiate .


Mentre passeggiavamo per le strade acciottolate di Galway, ci siamo fermati davanti alla Saint Nicholas Collegiate Church. È un luogo che respira storia da ogni pietra; pensate che fu fondata nel 1320 e, stando alle leggende locali, si dice che persino Cristoforo Colombo abbia pregato qui durante la sua visita in città nel 1477.


Mentre passeggiavamo lungo le rive del Corrib, ci siamo imbattuti nelle rovine ricoperte d'edera del Castello di Menlo.

Galway 2007 non è stata solo una vacanza; è stato il momento in cui abbiamo messo in tasca un pezzo d'Irlanda, e ce lo siamo portati a casa per sempre.

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